Trascrizione audio
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Già monco dell'ala sinistra, l'aereo diroccò 13 metri di parapetto. Coda e timone si staccarono sulle soglie della porta che la fusoliera aveva sfondato. Sparsi dappertutto i rottami, mentre i passeggeri che erano nella carlinga vennero compressi in due metri quadrati. Gli appunti di Casalbore, la fotografia del campo di Lisbona. E scarpe, calzettoni, ginocchiere, la tessera universitaria di Bacigalupo e Sentimenti non sapeva che Bacigalo tenesse tanto vicino. E ancora scarpe. Quanti gol avranno segnato! 18 commemorazioni su questi giornali che raccontavano le loro vive gesta e tre dei loro narratori li seguirono sino oltre la porta dell'aldilà. Tosatti, Cavallero, Casalbore.
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Torino ha offerto il più illustre dei suoi palazzi per ospitare l'ultima vigilia di questi giovani. Le loro salme sono state identificate con fatica e ricomposte con amore. La folla preme, mareggia, come le porte degli stadi. Il governo è rappresentato da Andreotti, 500.000 persone nel corteo e lungo il corteo, centinaia di corone per i campioni, i giornalisti, l'equipaggio. Su questo schermo settimanalmente vocavamo i vostri nomi, Li ripetiamo per dirvi addio Mazzola, Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Bongiorni Castigliano, Fadini, Cabetto, Grava, Grezar, Loik, Maroso, Martelli, Menti Oberto, Ossola, Rigamonti, Schubert.
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Negli spogliatoi gli armadi, il loro corredo che doveva servire ancora chissà per quante partite. Di qui prelevarono le scarpe i calzettoni che bevvero la pioggia del 4 maggio sul terrapieno di Superga. Oggi non è volata la moneta. Nessuno ha scelto il campo.
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Oggi niente palla al centro.
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Sotto ragazzi granata. Adesso tocca a voi. Stringete anche voi i denti. Ci restituirete il Grande Torino!
SPECIFICHE FOOTAGE
Anno
1949
Luogo
Superga - Torino
Supporto
Pellicola 35 mm sonoro ottico
Durata
7 minuti 19 secondi
Fondo
Cinegiornale di attualità
Stato
Conservazione ottimale, digitalizzato
Articolo
Ci sono eventi che superano i confini dello sport e diventano parte della memoria collettiva di un Paese. La tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio 1949, è uno di questi.

Quel pomeriggio un aereo Fiat G.212 della compagnia ALI stava riportando a casa il Torino da Lisbona, dove la squadra aveva disputato un incontro amichevole contro il Benfica. A causa delle difficili condizioni meteorologiche e della scarsa visibilità, il velivolo si schiantò contro il terrapieno posteriore della Basilica di Superga.
Nell'impatto persero la vita tutte le 31 persone a bordo. Tra loro c'erano i giocatori del Grande Torino, la squadra che in quegli anni rappresentava l'eccellenza assoluta del calcio italiano. I granata erano molto più di una semplice formazione vincente. Avevano conquistato cinque campionati consecutivi e costituivano l'ossatura della Nazionale italiana. Il loro gioco moderno, spettacolare ed efficace aveva conquistato tifosi ben oltre i confini piemontesi, trasformandoli in un simbolo di rinascita per l'Italia uscita dalla guerra. La notizia della sciagura si diffuse rapidamente in tutto il Paese, suscitando un'ondata di commozione senza precedenti. Migliaia di persone si riversarono nelle strade di Torino per rendere omaggio agli atleti scomparsi. I funerali divennero una delle più grandi manifestazioni popolari dell'Italia del dopoguerra.


A distanza di oltre settant'anni, il ricordo del Grande Torino continua a vivere non solo nella memoria sportiva, ma anche nelle immagini e nei documenti che ne testimoniano la storia. I filmati d'archivio conservano l'emozione di quei giorni, permettendoci di osservare da vicino i volti, i luoghi e le atmosfere di un evento che segnò profondamente il Paese. Attraverso queste testimonianze audiovisive possiamo comprendere come la tragedia di Superga non abbia rappresentato soltanto la fine di una straordinaria squadra di calcio, ma anche la perdita di un simbolo nazionale. Un ricordo che continua a unire generazioni diverse e che trova negli archivi storici uno strumento prezioso per essere tramandato nel tempo.
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