Trascrizione audio
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Perché accadono queste stragi del sabato sera legate inevitabilmente alla discoteca questa parola che oramai fa terrore io credo nei genitori. Roberto, ecco, tu sappiamo sono sei anni che ti occupi di discoteche. Come sono cambiate le abitudini dei ragazzi. Magari l'orario di rientro di arrivo di partenza dalla discoteca?
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Mah, se c'è una cosa determinante secondo me è l'orario, cioè la gente arriva in discoteca più tardi. Questo è un dato di fatto. Noi ci stiamo anche preoccupando di questo perché sono nate delle alternative prima della discoteca. La gente si ritrova nelle birrerie, nelle paninoteche, in altri posti. A noi ci arrivano un po’, diciamo in un’ora che facciamo anche fatica a impostare la serata perché la maggior parte della clientela vuol far tardi all'arrivo in discoteca e far tardi, naturalmente anche alla chiusura della discoteca e arrivano in discoteca a 00:00. C'è chi arriva come persona normale. Voglio dire, con l'euforia del ballo c'è chi arriva, anche con l’euforia del bere.
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Sono un ragazzo che mi voglio ubriacare. Cioè, voglio dire, vado in una discoteca e bevo finché mi pare. Cioè voi ne date a ruota libera o c'è un limite?
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No, non esiste un limite. Esiste un limite sul comportamento che deve avere il cliente in discoteca.
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Ecco dunque secondo te l'orario delle 3.00 com’è adesso ancora, non va molto bene? Cioè, che orario tu da direttore di discoteca proporresti?
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Non lo so, cioè non saprei dire qual è l'orario, l'orario che va bene a me sono le 3.00. Come BOOM mi va bene le 3.00 perché riesco a far divertire la gente al 100%. Certo! Riesco a farla uscire in un modo giusto, intelligente, senza cacciarli via e vedo che alle 3.00 la gente ha veramente voglia di andare anche a casa. Poi ci sono gli esasperati che devono rincorrere altri risultati. C'è chi va addirittura si preoccupa di andare al Grill mangiare un panino, c'è chi vuole andare al mare in un’altra discoteca.
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E che tolgano tutti gli alcolici da tutti gli esercizi pubblici. Ma evidentemente hanno un bel motivo quello di tenere in commercio questa roba perché usufruiscono delle tasse
e c'è un guadagno, c'è un profitto. Ecco che allora queste cose non avverranno mai.
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Daniele, tu frequenti regolarmente le discoteche... ecco, che cosa ne penseresti di questa proposta di togliere gli alcolici?
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Beh, io penso che se uno vuole bere anche per via degli incidenti, uno beve prima e anche dopo la discoteca.
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Non influisce il fatto di tutta questa musica, anche a volte assordante, degli alcolici, di questa di tutta un'atmosfera che ruota attorno.. è tutto un insieme Ecco, secondo te non dipende anche da questo?
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Sì però il fattore secondo me non è solo della discoteca, più che altro prima e dopo la discoteca.
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La mia opinione è che bisogna ricordare le cose per quelle che sono: in Italia muore una persona all’ora per incidente stradale. Qualche volta sarebbe bene fare anche il conto di quanti muoiono andando a lavorare o tornando da lavorare, perché non vorrei che si usasse questo problema per altri scopi. Perché? Perché quando io sento dire questa argomentazione delle macchine veloci di giovani che corrono. Non bisogna dare le grandi macchine bisogna dare le piccole macchine, non si dice una verità sacrosanta ed è questa: che in Italia né con macchine grandi né con macchine piccole si può correre sulle strade, che non siano autostrade, (e gli incidenti avvengono su strade che non sono autostrade) a più di 90 chilometri orari, massima velocità. Il che vuol dire che quando è segnalata una velocità inferiore 50, 60, 70 devi andare a 50, 60, 70.
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Lei rispetta queste norme?
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Io sì, tra l’altro viaggio sempre con l'autista quindi bisognerebbe chiederlo a lui ma il problema è che
bisogna far osservare queste norme.
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c'è un'altra telefonata, pronto? Sì, buongiorno. Buongiorno signora, da dove chiama? Da Bassano, parlo in dialetto. Sono d'accordo con quello che ha detto Amalia non in quanto le macchine veloci ma l'altro purtroppo l'alcol purtroppo. L’alcol? L’alcol, sisi e dopo sento dire di questa ecstasy di queste porcherie che prendono per conto mio non è la macchina veloce perché se il ragazzo è sveglio e non è brillo, non è importante neanche dell'orario basta soltanto appunto proibire l'alcol sulle discoteche
e dopo vedere anche cosa ci mettono dentro all'alcol
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Pronto? Pronto. Sì buongiorno da dove chiama? Da Marostica. Io mi chiamo Miro ho 19 anni sono a casa per caso da scuola e stavo ascoltando la trasmissione e io vado sempre giù al Boom, vai sempre in discoteca sia al sabato che alla domenica quando è aperto, senò vado anche in altre parti, ma di solito vado là al Bomm. Senti una domanda, perché ci vai? Io ci vado perché la trovo gente, perché.. Perché là mi diverto. E per la generazione di oggi è quello il posto dove si.. Senti una cosa e che cosa ne pensi di tanti tuoi coetanei che purtroppo. Cioè da una serata che doveva essere una una serata di svago indimenticabile è diventata una serata per loro definitiva cioè l'ultima serata della loro vita, tu che cosa ne pensi? Penso che questo è un problema grosso che in qualche modo bisognerà risolvere però secondo me bisogna risolverlo a livello proprio stradale a livello di di polizia di carabinieri perché, perché quello è il divertimento nostro. Certo e allora tu dici un maggior controllo nelle strade? Sì dopo si sa che c'è chi beve c'è chi prende quelle pastiglie là, c’è chi fa tante cose. Oramai è abbastanza quotidiano cioè non non provate un certo stupore oppure è normale, è normale che.. No, secondo me non è normale però d'altra parte cioè tra tanti tanti ragazzi che anche chi fa così cioè si sa che c'è chi beve e chi prende.. Però c'è da pensare secondo me che io ho tanti amici per esempio che dicono no io in discoteca non ci vado però passano il sabato sera andando in giro a bar, andando in giro a paninoteche o a posti dove bevono e quindi dopo, dopo è peggio ancora eh...
SPECIFICHE FOOTAGE
Anno
Anni '90
Luogo
Veneto
Supporto
Videocasetta
Durata
6 minuti 23 secondi
Fondo
Archivio televisivo
Stato
Conservazione ottimale, digitalizzato
Articolo
Le immagini d’archivio hanno una forza particolare: non si limitano a raccontare il passato, ma spesso ci costringono a guardare il presente con maggiore lucidità.
Nel video in alto viene riproposto un dibattito televisivo degli anni Novanta dedicato a un tema purtroppo ancora attuale: le cosiddette “stragi del sabato sera”, espressione con cui si indicano ancora oggi i gravi incidenti stradali che coinvolgono soprattutto i giovani durante i fine settimana, spesso legati all’uscita dalle discoteche, all’abuso di alcol, alla stanchezza e alla guida notturna. SI tratta di uno spunto di riflessione sul modo in cui la società italiana cercava di affrontare un problema complesso, fatto di responsabilità individuali, abitudini collettive, educazione, prevenzione e sicurezza stradale.

Negli anni Novanta il fenomeno delle “stragi del sabato sera” occupava spesso il dibattito pubblico. Le cronache raccontavano incidenti gravissimi, soprattutto nelle notti tra sabato e domenica, al rientro da discoteche, locali e luoghi di ritrovo. Il tema veniva discusso non solo come questione di sicurezza stradale, ma anche come problema sociale: il rapporto tra giovani e divertimento, il consumo di alcol, il ruolo delle famiglie, le responsabilità dei gestori dei locali, l’efficacia dei controlli e la necessità di una maggiore educazione alla guida.
Il dibattito d’archivio mostra proprio questo: personalità diverse, con punti di vista differenti, si confrontano sul rapporto tra discoteche, giovani, alcol e incidenti stradali. Ognuno porta la propria prospettiva, contribuendo a costruire un quadro più ampio del problema.
Uno degli aspetti più interessanti del filmato è il modo in cui il tema viene affrontato. Rispetto al dibattito pubblico contemporaneo, spesso rapido e frammentato, questo documento televisivo restituisce un modo diverso di argomentare. Gli interventi sono più distesi, le opinioni vengono motivate, il confronto lascia spazio a ragionamenti più articolati. Guardare oggi un dibattito degli anni Novanta significa anche osservare una televisione diversa: meno immediata, forse meno spettacolarizzata, ma capace di dedicare tempo a temi sociali importanti.

Discoteche, alcol e responsabilità
Il tema centrale del dibattito riguarda la relazione tra divertimento notturno e sicurezza. Le discoteche vengono analizzate come luoghi di aggregazione, ma anche come spazi intorno ai quali si concentrano comportamenti a rischio: consumo di alcol, guida in condizioni non sicure, rientri notturni su strade spesso trafficate o poco controllate. La questione, però, non viene ridotta a una semplice accusa verso i locali o verso i giovani. Il problema appare più ampio: riguarda le abitudini sociali, la prevenzione, l’educazione, la presenza delle istituzioni e la capacità di costruire alternative concrete.


Un dibattito televisivo come questo è la traccia della sensibilità di un’epoca, del modo in cui la società affrontava le proprie paure, i propri problemi e le proprie urgenze. Rivedere oggi queste immagini permette di capire cosa è cambiato e cosa, invece, continua a ripetersi. Le tecnologie sono cambiate, il modo di comunicare è cambiato, ma il tema della sicurezza stradale resta ancora centrale.
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