Olimpiade in blu

Anno: 1967. Estratto da Olimpiade in blu. Pellicola diretta da Aldo Victor de Sanctis

Roma, 1960. Ancora una volta si è acceso il fuoco quadriennale di Olimpia per la sagra mondiale della gioventù ormai trasformata in mito. Atleti di tutti gli sport si sono dati convegno nel grande stadio. Già gli obiettivi delle telecamere ne diffondono le immagini in tutta Europa. Mentre a Roma si svolge la grande Olimpiade, nelle acque del Mediterraneo si prepara un’altra grande competizione: per la prima volta nella storia dello sport, la fiaccola ideale di Olimpia sta per varcare la frontiera del mondo sottomarino.

Ma lasciamo la parola a chi visse da protagonista questa avventura, al campione d’Italia Claudio Ripa:

“Sì, quel mattino Palermo ci era apparsa come la favolosa capitale del sesto continente dove avremo disputato la nostra olimpiade in blu: la prima competizione mondiale del nuovo sport subacqueo. Io guardavo con un certo rispetto alcuni tipi come Bruno Hermany il brasiliano, che insieme con Gustavo Borges era tra i candidati al successo. Io scesi in acqua deciso a mettercela tutta. Qualcuno come Olschki Alessandro non portava la muta. La grande gara era incominciata! La lotta era incerta. Le prede più grosse cominciavano ad appesantire i carnieri. Anch’io riuscii ad arpionare due belle cernie che dovevano sistemarmi discretamente in classifica al termine del primo giorno di gara. Gli avversari marciavano forte. Fu nella seconda giornata che si decise il campionato. Ad Ustica trovammo fondali da vertigine, quello che faceva per noi pensavamo. In quegli anni il pesce abbondava nell’isola, ce n’era per tutti. Isolato da tutti, Bruno Hermany aveva cacciato a pochi passi dal porto senza darsi riposo. Ora, alla fine della gara, era stanco morto. Che cosa conteneva il suo carniere? L’avremmo saputo poco dopo, al momento della pesatura. La classifica si sarebbe decisa a bordo della motonave. Intorno alla stadera molti cuori battevano. Lentz Terry, il favorito, controllava il punteggio E venne anche il mio turno… come descrivere quei momenti? Il titolo di campione era in bilico sulla differenza di pochi grammi. L’ultimo tocco lo avrebbe dato la fortuna. Così fu. Primo assoluto Bruno Hermany, per pochi grammi ero secondo. Terzo Don Del Monico. Ma il primato per nazioni, il titolo più ambito, ancora una volta era vinto dalla squadra italiana!”

Sorgente: pellicola 16mm, sonoro magnetico separato, colore.

La pellicola fa parte del patrimonio storico cinematografico conservato all’interno dell’Archivio De Sanctis; è possibile guardare l’intero filmato registrandosi gratuitamente sulla piattaforma tecatv.com.

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Victor De Sanctis
Tags
ambiente, competizione, mare, natura, olimpiade, pesca, sport, sub, subacquea