Cinegiornale di Attualità – Obiettivo 82

ANNO: 1963. NOTIZIA ESTRATTA DA CINEGIORNALI DI ATTUALITÀ – OBIETTIVO 82.

Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

24° edizione della Mostra del Cinema di Venezia

Le mani sulla città è il film che ha vinto il Leone d’Oro alla mostra del cinema di Venezia. Il film di Francesco Rosi del quale abbiamo visto una delle sequenze più significative è stato premiato perché illustra e denunzia aspetti deplorevoli di una penosa situazione sociale. Ecco qui Rosi che accompagnato dal produttore del film Nello Santi, entra al palazzo del cinema per la premiazione. Inoltre la giuria si è così espressa: Premio Speciale ex aequo a Fuoco fatuo di Louis Malle e al film russo Introduzione alla vita. La coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a Delphine Seyrig, quella per l’interpretazione maschile ad Albert Finney. I premi opera prima infine, al film svedese Una domenica di Settembre e al francese Dolce Maggio. Malgrado gli applausi della platea non sono mancati i dissensi considerati del resto il commento più tradizionale alla rassegna veneziana. Il cinema italiano quest’anno ha vinto tutti i festival cinematografici e se questa è l’espressione di una crisi, si tratta senza dubbio di una crisi che ci debbono invidiare.

LE ALTRE NOTIZIE DI QUESTO NUMERO:

1963: Il Presidente del Consiglio Giovanni Leone assiste ai cantieri San Marco al varo della motocisterna Trieste.

Il Presidente del Consiglio Giovanni Leone assiste ai cantieri San Marco al varo della motocisterna Trieste. Le esigenze di realizzare una stabilità di profitti sempre maggiore, la necessità di aggiungere la distribuzione alla produzione hanno reso oggi indispensabile l’estensione delle aziende petrolifere anche nel settore dei trasporti marittimi. Dopo lo champagne via sul mare! Le caratteristiche della Trieste ne fanno una maggiorata fra tutte le nostre motocisterne. Alla poderosità delle sue dimensioni aggiunge infatti una confortevolezza che farebbe invidia a una nave da crociera e che segna una tappa fondamentale nell’armonico evolversi dell’industria cantieristica italiana.

Settembre 1963, Milano: si svolge la 29a edizione annuale della Mostra Nazionale della Radio e della Televisione, degli Elettrodomestici e dei Componenti elettronici.

Milano. Il ministro Russo inaugura l’edizione annuale della Mostra Nazionale della Radio e della Televisione, degli elettrodomestici e dei componenti elettronici. Notevole l’afflusso delle ditte espositrici. Qui viene presentata una serie di apparecchi a modulazione di frequenza per alta fedeltà e per filodiffusione studiata per venire incontro alle esigenze degli strati più larghi della popolazione. Ma c’è dell’altro. Radio e fonografi a transistor e inoltre registratori a nastro magnetico ormai definitivamente entrati nelle nostre abitudini consentono di registrare per i programmi di varietà i battibecchi tra marito e moglie come le esecuzioni dei grandi interpreti, Celentano compreso. Nel caso in cui invece non ce ne fossimo ancora resi conto il televisore è diventato il più funzionale e indispensabile occhio sul mondo.

E per le donne…

La rassegna milanese non ha però trascurato le esigenze delle signore più vanitose con queste radioline con trousse incorporata. Alla mostra degli elettrodomestici partecipano anche i costruttori di accessori, in questo stand sono esposti i motori monofase e trifase per frigoriferi, lavatrici, macchine da cucire, condizionatori d’aria. Ma diamo anche un’immagine ai desideri delle mogli. Questa è la lavastoviglie che ogni massaia sogna: in due minuti lava, sgrassa, sciacqua, risciacqua e asciuga piatti, posate, bicchieri, pentole e mani della domestica. Di linea moderna e sobria è stata progettata e costruita in Italia. E infine presentiamo una vera metamorfosi nel settore delle stufe e delle cucine. Dalla vecchia stufa a legna e carbone alla moderna cucina a gas ed elettrica e infine la stufa a cherosene, un modello previsto per il futuro e che consentirà di sfruttare nuove forme di energia. Con una attrezzatura di questo genere le signore in cucina potranno mandarci anche il marito senza scrupoli s’intende.

1963, Santa Marinella. Al Concorso ippico partecipano due concorrenti d’eccellenza: il Tenente e il Maggiore Piero D’Inzeo.

Il cavaliere è Gutierrez e sta partecipando al secondo concorso ippico nazionale di Santa Marinella. Con un cavaliere come il nostro campione e un cavallo che di impegnativo ha persino il nome, diventa superfluo anticipare il risultato del percorso. Offrendo un’ennesima lezione di stile Gutierrez completa infatti la gara senza alcuna penalità ma l’ottima prestazione non gli sarà sufficiente per la vittoria perché infatti a caccia di trofei persino a Santa Marinella, c’era andato Piero D’Inzeo. Ed eccolo in azione. Cavalca Damigella e non gli è difficile evitare le penalità compiendo però il percorso in un tempo inferiore a quello del rivale. Nell’altalena di successi dei nomi che hanno ormai conquistato un posto di prestigio allo sport ippico italiano, il risultato di Santa Marinella non è affatto determinante. Per questa volta la sorte ha voluto così: una coppa più grande al Maggiore D’Inzeo, una coppa più piccola al Tenente Gutierrez Infondo si rispetta anche la gerarchia!

1963: Il Sindaco di Roma Glauco Della Porta, inaugura Premio Lazio 1963. E la nuova arte contemporanea lascia il suo segno. Non senza qualche polemica…

Niente prima pietra anche se è il sindaco di Roma a tagliare il nastro perché qui la politica ha sposato l’arte e trattandosi di un connubio tanto singolare, non possiamo astenerci dall’osservare i risultati. Entrando con la macchina da presa nel groviglio di pittori che affollano questo premio Lazio ’63, diamo finalmente un’occhiata ai quadri. Non diteci che non valeva la pena di prendere qualche gomitata per tenerci aggiornati sui nuovi lieviti artistici dell’ultima generazione. Ad osservarli da vicino questi quadri non c’è affatto da stare allegri. Probabilmente esprimono soltanto l’angoscia dei nostri tempi o forse sono soltanto le visioni distorte di certe realtà che noi continuiamo a preferire normali. Ma lo avevamo immaginato, se questi sono i risultati dello sposalizio tra l’arte e la politica chiederemo subito la separazione per crudeltà mentale.

Sorgente: pellicola 35mm, sonoro ottico integrato, bianco e nero.

La pellicola fa parte del patrimonio storico cinematografico conservato nella Cineteca nell’Archivio dei Cinegiornali di Attualità; è possibile guardare l’intero cinegiornale registrandosi gratuitamente sulla piattaforma tecatv.com.

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