Cinegiornale di Attualità – Obiettivo 80

ANNO: 1963. NOTIZIA ESTRATTA DA CINEGIORNALE DI ATTUALITÀ – OBIETTIVO 80.

Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

Sulla pista dell’aeroporto tornano gli emigrati italiani. Ad attenderli la famiglia rimasta in Italia e gli amici in un incontro commovente

Siamo andati sulla pista di un aeroporto per raccogliere un significativo documento umano. Siamo andati ad aspettare il ritorno dei nostri emigrati. Degli uomini che partirono forse 30, forse 40 anni addietro per inseguire il benessere oltre l’oceano. Esuli volontari. Adesso quel benessere lo hanno raggiunto e sono tornati in una casa che non conoscono, fra i parenti che hanno visto sorridere soltanto dalle fotografie. Siamo penetrati nell’intimità di questi incontri e ce ne dispiaceva perché ci sentivamo veramente degli intrusi, eppure sulla pista di questo aeroporto, abbiamo voluto esserci anche noi, perché loro sono partiti e noi siamo rimasti ed essi hanno voluto ritornare perché sentivano che qualcuno sarebbe rimasto ad attenderli.

LE ALTRE NOTIZIE DI QUESTO NUMERO:

Isole Antille, 1963: Un piccolo viaggio tra le strade e le abitudini di un popolo straordinario: quello delle isole Antille. Ma cosa rimane genuino e originale e cosa invece è diventato turistico?

Tre secoli di presenza francese hanno dato ai villaggi delle Antille l’aspetto di una provincia come potremmo trovarla nei dintorni di Parigi o di Bordeaux. Ma tralasciamo i riferimenti geografici per arrivare a quelli di costume. La vicinanza con le Americhe non trapela se non attraverso la presenza dei soliti turisti: ne piovono a migliaia! In questo posto non si sa più che cosa rimane di originale e cosa è organizzato dalle locali agenzie turistiche. Come a proposito dei balli che un tempo si consideravano perfettamente radicati nell’indole stessa degli isolani e che adesso si avviano a diventare i tradizionali tour de force al ritmo del Calypso. Lo stesso può dirsi a proposito dei combattimenti di galli: un gioco crudele che secondo gli storici di questi guerrieri con cresta sarebbero stati importati dal nord della Francia.

La realtà artistica degli indigeni

Nelle Antille che non posseggono praticamente nessuna industria, l’artigianato occupa un posto preminente e il mercato locale assorbe quasi interamente la produzione di questi ricercatissimi souvenir. Le necessità crescenti della vita moderna e il turismo hanno infatti lentamente sviluppato quei mestieri che possono fornire articoli di esportazione e, a quanto pare, delle bambole e pupazzi sembra che se ne faccia addirittura incetta. I mercati locali sono alimentati dalle coltivazioni più tradizionali, tenendo conto peraltro che patate e frutta costituiscono gli alimenti fondamentali della popolazione isolana.

Lo sviluppo edilizio, i trasporti e il mare

Si rende necessaria la modernizzazione dell’economia rurale per il previsto miglioramento delle condizioni di vita della gente antillana. L’accrescimento rapido della popolazione offre un enorme incentivo per lo sviluppo edilizio. È stata predisposta una politica per il miglioramento delle abitazioni mentre è allo studio un vasto piano per l’adeguamento della rete stradale. In questi paesi fortemente popolati senza ferrovie né vie di navigazione, i trasporti interni si possono svolgere soltanto sulle strade. Poi c’è il mare, la grande ricchezza degli isolani, di questo popolo di pescatori. Questo non è più colore ma sistema di vita, semplice e primitivo come punto di partenza e non come una meta.

Monte Pellegrino, Palermo, 1963: Si apre la stagione della caccia alle quaglie e sul Monte Pellegrino questa pratica diventa un modo per stare insieme, in amicizia

Si è aperta la stagione della caccia e poiché come è noto i palermitani non perdono occasione per sparare, hanno preso d’assalto i tornanti di Monte Pellegrino. La battuta è cominciata e anche se si cercano le quaglie, la grinta dei cacciatori è quella dei marines di Okinawa. Dovranno accontentarsi però soltanto della passeggiata visto che le quaglie, facendo onore al loro nome, hanno creduto bene di squagliarsela.

San Benedetto del Tronto, 1963: L’ultima stazione delle peregrinazioni ittiche. Così viene chiamata San Benedetto del Tronto. In questo paese vi è infatti la più grande pescheria d’Italia

Il pesce può ben dirsi l’argomento di stagione. La gente si accosta al mare e il pesce, vittima di questa simpatia, si accosta alle reti dei pescatori e finisce per incapparvi. Ci troviamo a San Benedetto del Tronto, altresì conosciuta come l’ultima stazione delle peregrinazioni ittiche. Qui infatti vi è la più grande pescheria italiana e una delle più grandi d’Europa. L’abbondanza di queste cassette ne offre già una prova eloquente. Il pesce una volta pescato e scaricato viene trasferito sui banchi del mercato ittico dove i grossisti iniziano le contrattazioni dominati e incalzati dalla mediazione del banditore.

Qualche cifra…

Ce n’è per tutti i gusti e ogni dimensione e, a differenza di quanto avviene solitamente, la freschezza diventa un dominatore comune. Le moderne attrezzature consentono un rapido trasferimento dal luogo di raccolta a quello di rivendita. Qualche cifra: la quantità di pesce smerciata in un anno ammonta a 80 mila quintali per un valore di oltre un miliardo e 800 milioni di lire. E se infine si pensa che la pesca viene effettuata in Adriatico, Tirreno e persino in Atlantico, possiamo essere soddisfatti di questo primato nazionale.

Sorgente: pellicola 35mm, sonoro ottico integrato, bianco e nero.

La pellicola fa parte del patrimonio storico cinematografico conservato nella Cineteca nell’Archivio dei Cinegiornali di Attualità; è possibile guardare l’intero cinegiornale registrandosi gratuitamente sulla piattaforma tecatv.com.

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Cinegiornale di Attualità