Cinegiornale di Attualità – Obiettivo 76

Anno: 1963. Notizia estratta da Cinegiornali di Attualità – Obiettivo 76.

Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

ANTONIO SEGNI IN VISITA A PAOLO VI.

Il Presidente della Repubblica Antonio Segni, si reca in visita ufficiale a Paolo VI. Mentre i corpi armati rendono gli onori, il Pontefice riceve il Capo dello Stato. Dopo lo scambio di saluti il Santo Padre riceve il devoto omaggio di tutti i componenti del seguito, ai quali ha voluto dare la propria paterna benedizione. L’incontro è stato caratterizzato dalla cordialità che ha ormai segnato i rapporti tra la Santa Sede e i capi di stato italiani. E questo è anche il significato del discorso di Paolo VI che ha ricordato i motivi di simpatia e di amicizia che legano i due stati fin dalla stipulazione dei Patti Lateranensi. Essi infatti, ha proseguito Paolo VI, stabiliscono tra le somme potestà, l’ecclesiastica e la civile, la loro più caratteristica convergenza, la loro più delicata convivenza.

LE ALTRE NOTIZIE DI QUESTO NUMERO:

Ankara, Turchia,  luglio 1963:  Il primo Ministro francese Georges Pompidou in visita presso la capitale turca.

Accoglienza estremamente cordiale in Turchia al Primo Ministro francese Georges Pompidou. Ad Ankara il Premier transalpino che vi è giunto accompagnato dal Ministro degli esteri Maurice Couve de Murville ha deposto una corona di fiori ai piedi del mausoleo Kemal Atatürk. Un grandioso monumento dedicato al padre della Turchia moderna. Dopo essersi intrattenuti con il premier turco Ismet Inönü, i due uomini di stato francesi sono stati ricevuti dal generale Cemal Gürsel. Nel corso della visita ufficiale Pompidou si è recato alla sede dell’Istituto francese di cultura che allestiva una mostra per le vacanze in Francia.

Francia, luglio 1963: Campionati Nazionali di nuoto. E’ grande sport: da Robert Christophe a Christine Caron si pensa alle Olimpiadi di Tokyo.

Tempi record ai Campionati Nazionali di nuoto che stiamo seguendo nella piscina parigina di Valery. Nella finale dei 100 metri stile libero il campione di Francia Alain Gottvallès, già primatista europeo e spodestato appena da qualche giorno, sta concludendo la sua battaglia contro Robert Christophe dopo una gara condotta a ritmo serrato. Rilevante il tempo segnato: 56 secondi e un decimo ma ancora lontano dal nuovo record europeo. Nei 100 metri farfalla l’ex campione di Francia si presentava in gran forma e deciso a riprendersi il titolo che gli avevano soffiato l’anno scorso. Ci è riuscito nuotando in quinta corsia con un tempo di soli due decimi di secondo superiori al primato francese. Altra rivincita nei 100 metri dorso dove Robert Christophe, detentore del titolo francese per cinque anni consecutivi, conduce alla virata dei 50 metri riuscendo a mantenere il comando fino al termine della gara con il tempo di uno, due secondi e tre decimi.

Christine Caron da record

Un primato d’eccezione che costituisce il nuovo record dei campionati di Francia. Ed ecco infine la giovanissima Christine Caron nuova stella del nuoto francese e vera protagonista di questo meeting. Ha appena 15 anni ed è già campionessa d’Europa con un tempo che si distacca di soli otto decimi di secondo dal primato mondiale. Christine Caron nuota fino dall’età di cinque anni e il successo ha premiato anni di fatiche e di estenuanti allenamenti. Ne valeva la pena se questi dovevano essere i risultati. La finale dei 200 metri è sua. Anche nella minore distanza, i 100 metri, non ha rivali e riesce a toccare il bordo della vasca con un vantaggio sorprendente. Christine Caron si è già creata una tradizione di campionessa. Adesso il prossimo appuntamento è a Tokyo.

Francia, luglio 1963: La convivenza tra leoni e pecore è possibile? Un esperimento di un noto domatore cerca di far fraternizzare animali con temperamenti e istinti naturali diversi.

Questa storia di leoni, di orsi e di pecore sarebbe piaciuta a Trilussa. A viverla è un noto domatore francese che ha voluto compiere un pericoloso esperimento circa le possibilità di convivenza tra animali che stando agli insegnamenti della zoologia risulterebbero di diverso temperamento. Il domatore è entrato nella gabbia dei leoni e a forza di carezze sta cercando di farli fraternizzare con le miti pecorelle. Sembra che per fare un favore al domatore, leoni e pecore abbiano firmato un patto di non aggressione rimandando l’incontro al termine dello spettacolo. In ogni caso questo esperimento non vi deve sembrare del tutto eccezionale, a prescindere dal fatto che il problema dell’armonia fra gli animali della foresta l’aveva già risolto la buonanima di Noè convincendoli a non trasformare l’arca in un circo romano, nel caso del domatore francese la soluzione è stata ancora più semplice. Il coraggioso domatore infatti, non ha che da preoccuparsi che prima dello spettacolo i suoi animali abbiano mangiato il pasto di una settimana.

San Benedetto del Tronto, 1963: L’Onorevole Danilo De’ Cocci inaugura la quinta edizione della mostra nazionale d’arte contemporanea.

Presente l’Onorevole Danilo De’ Cocci si inaugura a San Benedetto del Tronto la quinta mostra nazionale d’arte contemporanea. Si tratta di una rassegna che è stando alle indicazioni della critica tende a illustrare la fenomenologia artistica di oggi additandone i punti che vi figurano come innovazione. Tali punti devono essere peraltro di non facile identificazione a giudicare dalla insoddisfatta ricerca dell’Onorevole che probabilmente deve avere più familiarità con le riviste militari che non con le rassegne artistiche. Avremmo anche tentato infatti di illustrarvi le opere esposte ma abbiamo dovuto rinunciarvi per non perdere il ritmo incalzante dell’ispezione.

Le opere della mostra

Le opere presentate a San Benedetto del Tronto si chiamano Personaggio ambiguoAnelitoPresenza del mare, etc. e il nome stesso esprime abbastanza efficacemente il tormento artistico nel quale sono state create. È un tormento che non è stato del tutto condiviso da molti dei visitatori evidentemente incuriositi dai richiami meccanici delle tele. Come nel Personaggio ambiguo che ha vinto il primo premio dove pur riuscendo a scorgere l’ambiguità non ci è stato facile scoprire il personaggio perduto nei meccanismi della composizione. Non per nulla secondo i critici si tratta di artisti che rivelano aperture non ancora favorite da un collaudo indiscutibile. Probabilmente si aspettano ancora i risultati delle prove su strada.

1963: Il cimitero dei cani. Anche in Italia, come in Inghilterra, nascono i primi cimiteri dedicati agli amici a quattro zampe.

Anche i cani hanno un cimitero ma a differenza che in Inghilterra, in Italia non se ne contano ancora molti. Questo è uno dei pochi. Anche per i cani ci sono le visite e i fiori sulle tombe ma il lutto dei padroni riusciamo a scorgerlo soltanto nel cordoglio degli occhiali neri. Osservando queste lapidi ci accorgiamo subito che essi, dopo aver condotto una vita da cani una volta morti si vedono trattati come gli uomini esattamente al contrario di quanto succede spesso agli stessi uomini e se non fosse per le foto raccolte sopra all’epitaffio si avrebbe la sensazione di visitare uno dei nostri cimiteri. Elan, la tua vita è stata la nostra prima grande gioia. La tua morte il nostro primo grande dolore. Non ti dimenticheremo mai. Mamma, Papà, NonnoPiccola Lò dagli occhi di zaffiro ti rimpiangeremo sempre. Sono scritte esagerate e anche un po’ grottesche come certi nomi, eppure anche nella retorica sincere e significative soprattutto, come questa lapide dove si conciliano anche i contrasti tra cani e gatti un po’ come succede nella morte per le inimicizie fra gli uomini.

Sorgente: pellicola 35mm, sonoro ottico integrato, bianco e nero.

La pellicola fa parte del patrimonio storico cinematografico conservato nella Cineteca nell’Archivio dei Cinegiornali di Attualità; è possibile guardare l’intero cinegiornale registrandosi gratuitamente sulla piattaforma tecatv.com.

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Cinegiornale di Attualità