Cinegiornale di Attualità – Obiettivo 51

ANNO: 1963. TRE NOTIZIE ESTRATTE DA CINEGIORNALE DI ATTUALITÀ – OBIETTIVO 51.

Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

Roma, 1 febbraio 1963: Il Primo Ministro inglese Harold Macmillan in Italia per incontrare Fanfani, Segni e Giovanni XXIII

In un momento particolarmente delicato per la politica europea, giunge in visita in Italia il Primo Ministro inglese Harold Macmillan. Sono a salutarlo all’Aeroporto di Fiumicino il Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, al quale il Premier inglese restituisce la visita a Londra dello scorso anno, il Ministro degli Esteri Attilio Piccioni e altre personalità di Governo. Il Premier inglese ha espresso la sua gratitudine per l’autorevole, fermo e sostanziale appoggio dato dal Governo italiano durante il negoziato di Bruxelles per l’ammissione, dietro sua richiesta, della Gran Bretagna al Mercato Comune Europeo. Harold Macmillan si è poi recato in visita privata al Pontefice Giovanni XXIII al quale ha avuto modo di sottolineare come la rottura dei negoziati di Bruxelles renda questo momento d’importanza vitale per il futuro dell’Europa e del mondo intero.

Harold Macmillan al Quirinale

Macmillan, che con Fanfani aveva avuto modo di riscontrare un’identità di vedute circa la deplorevole interruzione dei negoziati di Bruxelles, ha affermato che questa battuta di arresto non deve assolutamente produrre un danno durevole per la causa dell’unità europea. Qui il Primo Ministro inglese viene ricevuto al Quirinale. Punti fondamentali delle conversazioni romane risultano pertanto: l’intensificazione dei rapporti bilaterali tra i due paesi, il proseguimento degli sforzi per l’unità europea, l’intento per la creazione di una forza multilaterale termonucleare, i cui sviluppi saranno affrontati in una imminente riunione del Consiglio Atlantico a Parigi.

Primo convegno internazionale sul doping

250 esperti europei tra medici, giuristi, allenatori e giornalisti specializzati hanno partecipato al primo convegno sul internazionale sul doping e la preparazione biologica dell’atleta. Si cercano decisi rimedi contro la bomba, la droga degli sportivi che non risparmia nemmeno i nostri più grandi campioni promettendo con i suoi nefasti miraggi quanto è al di là delle possibilità umane.

Le vittime del doping

Le vittime del doping, come i recenti scandali ci hanno dimostrato, è possibile trovarle ormai in tutte le attività agonistiche e persino in quelle specialità che prima sembravano escluse da ogni forma di contraffazione come la scherma e il tiro della pistola. Rigoroso è il controllo sanitario, significativo in proposito quanto accade a Bruxelles dove i terribili effetti del doping si registrano con un’attenta sorveglianza scientifica. Gli esami ai quali viene sottoposto l’atleta vengono ripetuti dopo che il soggetto è stato drogato. Soltanto un eloquente confronto è sufficiente a dimostrare i nefasti effetti della droga sul fisico degli sportivi. L’alto prezzo di una vittoria strappata nell’allucinazione.

Febbraio 1963: Conflitto nel Vietnam. Come la presenza americana sul territorio influisce nella vita del popolo vietnamita

Non si parla molto del Vietnam, ma questa tormentata regione rimane oggi uno dei paesi dove si combatte il più oscuro e sanguinoso dei conflitti. Nel Vietnam, la cui posizione strategica nei confronti della Cina gli conferisce un delicato ruolo nella politica internazionale, si combatte una guerra che miete novanta vittime al giorno. Il paese è diviso dalla guerra civile, dai contrasti tra il nord, dominato dai partigiani comunisti, e il Vietnam del sud, sostenuto dagli americani che fanno da consulenti ai reparti nazionalisti. Assistenza militare e aiuti: si può calcolare che Washington invii alla Repubblica del Vietnam ben cinquecentomila dollari al giorno, ma le possibilità di risolvere il conflitto interno e di assicurare una decisa prevalenza statunitense, sembrano ancora lontane.

Le usanze americane in Vietnam

Eppure le usanze americane sono già penetrate nella vita di questo popolo inquieto. Non è difficile riconoscere i segni di questa penetrazione materiale e psicologica anche negli aspetti meno significativi della vita della capitale: palazzi, alberghi, folle per le strade, insegne, parlano già il linguaggio americano. È però soltanto una conquista apparente, c’è sempre costante una situazione di allarme che esplode improvvisa in un attentato, in un gesto terroristico dei guerriglieri che non rinunciano alla loro guerra privata. Dal ’54 ai francesi sono succeduti gli americani, ma sull’altro lato della barricata sono rimasti gli stessi protagonisti: i rossi, con le loro mire di espansione in Asia vecchie di ieri e di sempre.

LE ALTRE NOTIZIE DI QUESTO NUMERO:

Febbraio 1963: L’incrociatore Garibaldi già dotato di missili Terrier è ora pronto per accogliere anche i missili Polaris

L’incrociatore Garibaldi, già veterano della Seconda Guerra Mondiale, è pronto ad accogliere i missili Polaris. Il Garibaldi è l’unica nave di superficie al mondo con installazione per missili Polaris. Missili ognuno dei quali basterebbe da solo a distruggere tre città come Roma, Londra e Berlino. Sono a bordo del rinomato incrociatore il Ministro della difesa Giulio Andreotti, il capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Ernesto Giuriati che hanno raggiunto l’unità italiana a Gaeta. Questi missili possono colpire un obiettivo fino a 2400 chilometri di distanza. Insieme ai Polaris sono sul Garibaldi anche i Terrier, missili mare – cielo che lo rendono praticamente inattaccabile dagli aerei. È il risultato più eccezionale degli sforzi della Marina italiana nella conquista di confortanti garanzie per il mantenimento della pace e la difesa del paese.

Roma, febbraio 1963: Notte di premiazione a Roma. Da Aldo Fabrizi a Nino Manfredi

La tromba non è di Eddie Calvert e questa chitarra non è di Billy. Bugiarda pure la vocazione femminile di Giò Stajano e l’indifferenza di Aldo Fabrizi davanti a un piatto di spaghetti. Stiamo per assistere alla settimanale disperata ricerca dei divi da premiare in un night di Roma. Dopo una affannosa indagine davanti ai vagiti di Don Marino Barreto, premio a Fausto Tozzi, un tozzo di premio invece a Nino Manfredi già incontrato al buffet. Carlo Delle Piane guarda e mugugna: era stato l’unico a credere all’inappetenza di Fabrizi.

Roma, febbraio 1963: La più grande nevicata nella Capitale dopo quella del ‘56. Scherzi e giochi nella ghiacciata Piazza Vaticana

Mai tante cronache dell’inverno come quest’anno. Ben a ragione però: da almeno trent’anni infatti non si era avuto tanto freddo in Italia come nelle ultime settimane. A Roma è caduta la neve: non accadeva dal 1956 e i romani, come i gatti del Colosseo, certamente non se lo aspettavano. Quando nevicò nel 1929 certo la più fredda stagione del secolo: i monelli pattinavano in Piazza San Pietro. Oggi altri bimbi sono tornati nella Piazza Vaticana con la stessa infantile spensieratezza. È tutto bianco sui colli e nell’immenso stadio. La neve non cadeva nella Capitale da sette anni, ma l’entusiasmo di questi giovani al parco sembra di un tempo immemorabile. È di oggi e di sempre: è l’entusiasmo della giovinezza, l’occasione per ritrovarsi fuori dalla monotonia quotidiana di una grigia giornata d’inverno.

Sorgente: pellicola 35mm, sonoro ottico integrato, bianco e nero.

La pellicola fa parte del patrimonio storico cinematografico conservato nella Cineteca nell’Archivio dei Cinegiornali di Attualità; è possibile guardare l’intero cinegiornale registrandosi gratuitamente sulla piattaforma tecatv.com.

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