Oswald Mosley, il comizio di Londra 1962

Oswald Mosley, il comizio di Londra 1962

Trascrizione audio

00:00:16:08 - 00:00:29:15
Deve averle prese pure l'operatore, questa volta Trafalgar Square, dove il leader neofascista Oswald Mosley, baronetto ma nostalgico, aveva organizzato il solito comizio andato a male.

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Questi gentleman in neretto hanno invece voglia di marciare, beati loro, ma non danno fastidio, malgrado la grinta e i baffetti. Ma lasciamoli marciare e torniamo alla buriana. È ricominciata e sono botte da orbi, con applicazioni in tre mosse del manuale del lottatore, con rapidi interventi di energici poliziotti che prendono a balia i più facinorosi. Ebbene, se la prossima volta qualcuno ci parlerà ancora della flemma inglese, saremo costretti a invitarlo al cinema.

SPECIFICHE FOOTAGE

Anno

1962

Luogo

Londra, Trafalgar Square

Supporto

Pellicola 35 mm sonoro ottico

Durata

46 secondi

Fondo

Cinegiornale di attualità

Stato

Conservazione ottimale, digitalizzato

Articolo

Nel luglio del 1962, Sir Oswald Mosley, ex leader dell'Unione Britannica dei Fascisti e figura tra le più controverse della politica britannica del XX secolo, tenne un comizio a Trafalgar Square, nel cuore di Londra, a sostegno del Partito Nazionale d'Europa (National Party of Europe).

Archivio video - Istituzioni e vita pubblica - Oswald Mosley e il comizio di Londra 1962 - Oswald Mosley

L'evento si svolse in un clima di forte tensione politica e sociale. Mosley rivendicava il diritto alla libertà di parola e alla libera espressione delle proprie idee politiche, principi che le autorità britanniche decisero di tutelare consentendo lo svolgimento della manifestazione. Tuttavia, il raduno attirò una massiccia presenza di gruppi antifascisti, sindacalisti, attivisti e cittadini contrari al ritorno sulla scena pubblica dell'ex leader fascista.

Le proteste degenerarono rapidamente in scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. La polizia londinese, schierata in gran numero per garantire la sicurezza dell'evento, effettuò numerosi arresti nel tentativo di contenere i disordini che si svilupparono intorno alla piazza. Al termine del comizio, Mosley e suo figlio, furono scortati dalla polizia fuori dall'area per sottrarli alle contestazioni e garantire la loro incolumità.

Archivio video - Istituzioni e vita pubblica - Oswald Mosley e il comizio di Londra 1962 - Oswald Mosley
Archivio video - Istituzioni e vita pubblica - Oswald Mosley e il comizio di Londra 1962 - Oswald Mosley

Tra i numerosi fotografi presenti quel giorno vi era anche Michael Collins, che documentò gli avvenimenti con una serie di immagini di grande impatto visivo. Le sue fotografie catturarono non solo il discorso di Mosley, ma soprattutto l'intensità delle proteste e il clima di profonda divisione che caratterizzò la manifestazione, lasciando una preziosa testimonianza di uno degli episodi più significativi della storia politica britannica del dopoguerra.

Grazie per aver consultato questo approfondimento dell’archivio audiovisivo della Cineteca del Veneto. La conservazione e la valorizzazione delle immagini in movimento permettono di preservare frammenti di memoria storica, culturale e territoriale che continuano a raccontare il passato attraverso il linguaggio del cinema e del footage d’archivio.

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Perché e come conservare le pellicole

La procedura di conservazione dei supporti audiovisivi spiegata in pochi e semplici punti. In questo articolo voglio affrontare lo spinoso argomento della conservazione delle pellicole, e non solo...

Roma 1963, un rigido inverno

Roma 1963, un rigido inverno

Trascrizione audio

00:00:15:12 - 00:00:38:21
Da piazza Navona, con le sue statue lisce e quasi livide nella loro congelata bianchezza, compiamo un giro per la città al Gianicolo, dove i bimbi scherzano con una neve insperata. A Sant'Andrea della Valle le fontane sono pure di ghiaccio. Anche a piazza San Pietro vasche e ghiaccioli sembrano di cellophane. Questa era una Roma fredda, dura, senza turisti e senza rimpianti.

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Era una Roma invernale che avrebbe potuto essere soltanto dei romani e invece non apparteneva a nessuno, né alla tradizione degli souvenir e nemmeno ai ricordi.

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Così anche a piazza Barberini, e un po dovunque, era una città estranea e sconosciuta e che dava un po di malinconia.

SPECIFICHE FOOTAGE

Anno

1963

Luogo

Roma

Supporto

Pellicola 35 mm sonoro ottico

Durata

44 secondi

Fondo

Cinegiornale di attualità

Stato

Conservazione ottimale, digitalizzato

Articolo

Nell'inverno del 1963 Roma fu colpita da un’ondata di freddo straordinaria che trasformò per alcuni giorni il volto della città. Le temperature rigide, le nevicate e il ghiaccio modificarono il paesaggio urbano in modo insolito, dando vita a scene rare per la capitale italiana e rimaste impresse nella memoria collettiva di un’intera generazione.

Il filmato conservato nell’archivio restituisce oggi una testimonianza preziosa di quell’evento eccezionale. Le immagini mostrano una Roma sospesa, attraversata da un’atmosfera quasi irreale: i più importanti monumenti immersi in uno strato di ghiaccio mentre le piazze normalmente animate dal traffico e dalla vita quotidiana, assumono un carattere quasi cinematografico.

filmato-anni-30-archivio-pellicole-vita-quotidiana

L’inverno del 1963 fu uno dei più rigidi registrati in Europa nel corso del Novecento e molte città italiane raggiunsero temperature con livelli eccezionali. Anche Roma, raramente abituata a fenomeni atmosferici di questa intensità, si trovò impreparata davanti a un evento che modificò temporaneamente il ritmo della città.

filmato-anni-30-archivio-pellicole-vita-quotidiana
filmato-anni-30-archivio-pellicole-vita-quotidiana

Questo footage conserva una preziosa testimonianza della Roma dei primi anni Sessanta, mostrando non solo un evento climatico eccezionale, ma anche frammenti della vita quotidiana dell’epoca. Preserva non solo gli eventi ma anche le atmosfere, i dettagli e le trasformazioni temporanee che hanno definito la memoria collettiva della capitale italiana.

Nonostante la breve durata del filmato, il suo valore risiede nella capacità di restituire un’atmosfera rara e insolita: una Roma silenziosa, rallentata dalla neve e dal ghiaccio, lontana dall’immagine abituale della città. Le immagini diventano così un’importante testimonianza visiva del territorio e della memoria collettiva, preservando un momento straordinario della storia urbana e climatica italiana.

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Grazie per aver consultato questo approfondimento dell’archivio audiovisivo della Cineteca del Veneto. La conservazione e la valorizzazione delle immagini in movimento permettono di preservare frammenti di memoria storica, culturale e territoriale che continuano a raccontare il passato attraverso il linguaggio del cinema e del footage d’archivio.

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Ugo La Malfa, la programmazione economica

Ugo La Malfa, la programmazione economica

Trascrizione audio

00:00:13:06 - 00:00:39:02
Roma, nel palazzo dei ministeri finanziari, l'onorevole La Malfa insedia la Commissione per la programmazione economica. Nel corso della cerimonia il Ministro del Bilancio ha sottolineato la funzione della Commissione chiamata dal Governo a predisporre le nuove linee di un piano di sviluppo economico nazionale. La Malfa, successivamente, smentendo le obiezioni delle minoranze secondo le quali il governo intenderebbe raggiungere una forma di programmazione autoritaria, ha indicato i tre obiettivi che la Commissione dovrà conseguire.

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Il Governo, infatti, attraverso i suoi esperti, cercherà di assicurare all'economia italiana il mantenimento di un notevole sviluppo, ottenendo la totale eliminazione degli squilibri che caratterizzano la nostra economia e reperendo a tal fine i mezzi con cui soddisfare tali necessità. Dopo l'intervento del Presidente del Consiglio, che ha inoltre formulato l'augurio di una feconda attività, la Commissione si è riunita per l'inizio dei lavori.

SPECIFICHE FOOTAGE

Anno

1962

Luogo

Roma

Supporto

Pellicola 35 mm sonoro ottico

Durata

50 secondi

Fondo

Cinegiornale di attualità

Stato

Conservazione ottimale, digitalizzato

Articolo

Nel 1962 l’Italia vive uno dei momenti più importanti della sua storia economica: sono gli anni del boom economico, della crescita industriale e della trasformazione del Paese da economia agricola a potenza industriale europea. In questo contesto il Ministro del Bilancio Ugo La Malfa presenta la celebre “Nota aggiuntiva”, documento destinato a segnare profondamente il dibattito politico ed economico italiano.

Archivio video - Istituzioni e vita pubblica - Ugo La Malfa - Programmazione economica

L’obiettivo della proposta era chiaro: guidare lo sviluppo economico attraverso una programmazione pubblica capace di correggere gli squilibri creati dalla crescita rapida degli anni Cinquanta. Secondo La Malfa, il libero mercato da solo non era sufficiente a risolvere problemi come la disoccupazione, il ritardo del Mezzogiorno, l’emigrazione interna e le differenze sociali tra Nord e Sud Italia. La programmazione economica prevedeva quindi un ruolo più attivo dello Stato nell’economia, con investimenti pubblici destinati a infrastrutture, scuola, edilizia, ricerca scientifica e sviluppo industriale. L’idea era quella di costruire un’Italia più moderna ed equilibrata, capace di sostenere la crescita senza lasciare indietro intere aree del Paese.

Tra i temi centrali affrontati da La Malfa vi erano anche la questione meridionale, l’urbanizzazione accelerata delle grandi città industriali e la necessità di migliorare i servizi pubblici durante il pieno del miracolo economico italiano. La crescita industriale del Nord stava infatti attirando milioni di lavoratori dal Sud, creando nuove tensioni sociali e profonde trasformazioni urbane.

La “Nota aggiuntiva” del 22 maggio 1962 viene oggi considerata uno dei documenti fondamentali della storia economica italiana del dopoguerra. Essa rappresentò inoltre uno dei punti di partenza della stagione politica del centro-sinistra, caratterizzata da riforme economiche e sociali che avrebbero influenzato l’Italia negli anni successivi. Ancora oggi il dibattito aperto da Ugo La Malfa conserva una forte attualità: il rapporto tra Stato e mercato, gli investimenti pubblici, lo sviluppo del Mezzogiorno, la competitività industriale e il ruolo della spesa pubblica restano temi centrali della politica economica italiana.

Archivio video - Istituzioni e vita pubblica - Ugo La Malfa - Programmazione economica

Grazie per aver consultato questo approfondimento dell’archivio audiovisivo della Cineteca del Veneto. La conservazione e la valorizzazione delle immagini in movimento permettono di preservare frammenti di memoria storica, culturale e territoriale che continuano a raccontare il passato attraverso il linguaggio del cinema e del footage d’archivio.

Scopri gli approfondimenti

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Perché e come conservare le pellicole

La procedura di conservazione dei supporti audiovisivi spiegata in pochi e semplici punti. In questo articolo voglio affrontare lo spinoso argomento della conservazione delle pellicole, e non solo...

Nastri magnetici video professionali: una breve storia

Nastri magnetici video professionali: una breve storia

All’interno di questo articolo prenderemo in analisi i diversi formati di nastro magnetico video e di videocassette che si sono succeduti negli anni nell’ambito della produzione audiovisiva professionale, o broadcast. A partire dalle origini della registrazione video, passeremo in rassegna i principali formati di nastri magnetici professionali che hanno contribuito all’ascesa e allo sviluppo del mezzo televisivo nel mondo.

Origini della videoregistrazione

Fino alla prima metà degli anni ’60, l’unico modo per poter registrare, e quindi archiviare, il segnale televisivo era attraverso il vidigrafo, noto anche come film recorder kinescope. Il vidigrafo permetteva di registrare, su pellicola cinematografica, il segnale televisivo. Questa “conversione” della tipologia di supporto è resa possibile dall’accoppiamento di uno schermo a tubo catodico (CRT) ad alta risoluzione che viene ripreso dall’ottica di una cinepresa.

Una delle principali problematiche di questo tipo di registrazione riguarda la differenza sulla cadenza di ripresa tra il segnale televisivo e la pellicola cinematografica e il conseguente scarto di fotogrammi al secondo (FpS) tra i due. Il segnale televisivo ha uno standard di 25 FpS per l’Europa (segnale di codifica PAL) e di 29.97 FpS per gli Stati Uniti (segnale di codifica NTSC), mentre la cadenza standard per la riproduzione cinematografica è di 24 FpS. In entrambi i casi occorre trovare dei compromessi, usando le stesse tecniche di compensazione del telecinema (il processo contrario del vidigrafo), per poter sincronizzare e registrare adeguatamente il segnale sulla pellicola.

I primi nastri video professionali

Per assistere al tramonto della registrazione televisiva su pellicola cinematografica occorre aspettare il 1956, quando la compagnia di elettronica statunitense Ampex lancia sul mercato il 2 pollici Quadruplex, il primo formato di videoregistrazione magnetica open reel messo in commercio. Noto anche come 2 pollici o Quad, il Quadruplex riscuote un enorme successo commerciale, imponendosi quasi subito come nuovo standard qualitativo tra i formati professionali.

nastri professionali - quad

2 pollici Quadruplex

I primi videoregistratori professionali a modello Quadruplex utilizzavano un sistema di scansione verticale del segnale. Il nastro veniva registrato e letto trasversalmente da quattro testine video (da qui il nome Quadruplex) posizionate ai quattro angoli di un tamburo rotante che fa scorrere il nastro stesso. Il tamburo portatestine viene posto perpendicolarmente rispetto al nastro che, a velocità molto elevata, registra le tracce quasi in verticale sul nastro.

Nonostante l’alta qualità conforme agli standard broadcast dell’epoca, le problematiche di questo formato sono molteplici: dalla breve durata dei nastri alla complessità meccanica data dalla scansione verticale, senza dimenticare la scarsa praticità e comodità dei videoregistratori.

La scansione elicoidale e i nuovi formati: una rivoluzione versatile

Il primo grande cambiamento che il progresso tecnologico ha dovuto attuare nell’ambito della videoregistrazione magnetica riguarda il meccanismo di lettura e scrittura del nastro. Da un sistema di scansione verticale, decisamente laborioso e meccanicamente complesso, si è passati al sistema di scansione elicoidale.

In questo tipo di scansione, le testine posizionate sul tamburo vengono fatte ruotare trasversalmente rispetto al nastro e ad altissima velocità in confronto alla velocità di scorrimento del nastro stesso. Il tamburo, essendo anch’esso inclinato rispetto all’asse longitudinale del nastro, descrive un movimento a spirale che permette alle testine di registrare su una nuova sezione di nastro a ogni rotazione.

Il sistema di scansione elicoidale era già stato brevettato dalla Toshiba nel 1959, ma è ancora una volta la Ampex a far progredire la tecnologia di videoregistrazione implementando questo nuovo sistema di scansione in un formato di supporto magnetico destinato a diventare il nuovo standard per le produzioni televisive professionali: il pollice.

nastri professionali-pollice

1 pollice standard B

Nel 1965 la Ampex sviluppa l’1 pollice standard A, uno dei primi formati open reel con spessore di un pollice (2.54 cm), la metà esatta rispetto al precedente Quadruplex. Lo standard A fu principalmente utilizzato in ambito industriale o politico-istituzionale perché non rispondeva alle specifiche imposte dalla Federal Communications Commission (FCC) per i formati professionali televisivi e venne ben presto rimpiazzato.

Per assistere all’affermazione del formato 1 pollice open reel per la videoregistrazione professionale bisognerà aspettare il 1976, quando Bosch in Europa e Ampex e Sony negli Stati Uniti, realizzeranno rispettivamente l’1 pollice standard B e l’1 pollice standard C che in breve tempo si imporranno come nuovo modello grazie alle dimensioni più ridotte del nastro e alla qualità video migliorata e conforme alle specifiche istituzionali.

Ma occorre tornare indietro di qualche anno, al 1971 per l’esattezza, per assistere a un’altra importante rivoluzione nel campo della videoregistrazione in termini di versatilità e affidabilità del supporto: l’invenzione del sistema a bobina chiusa, meglio conosciuto come videocassetta.

I formati professionali a bobina chiusa

Di qualunque formato si tratti, una videocassetta nient’altro è che un nastro magnetico in formato ridotto agganciato a due bobine, chiamate debitrice e raccoglitrice, inserite all’intento di un involucro rigido e compatto. Il tratto esposto e scrivibile è protetto da un coperchio sollevabile che, oltre alla protezione del nastro, permette un semplice e comodo caricamento dello stesso nei videoregistratori e nei videolettori.

nastri professionali-aperta

Interno di una videocassetta

Il primo formato a utilizzare una videocassetta per contenere il nastro magnetico è stato l’U-matic o 3⁄4 di pollice, introdotto sul mercato dalla Sony nel 1971. Il nome “U-matic” deriva dal tipo di caricamento del nastro (appunto a forma di “U”) attorno al tamburo rotante, e dal dispositivo di caricamento automatico (-matic) che per la prima volta si differenzia dall’avvolgimento manuale richiesto per i formati open reel.

Successivamente, intorno ai primi anni ’80, la Sony su pressione dei broadcaster di tutto il mondo, migliora ulteriormente l’U-matic lanciando il formato BVU (Broadcast Video U-matic) dove sia il sistema di registrazione della crominanza (la grandezza con cui vengono rappresentate le informazioni relative al colore) e il rapporto segnale/rumore vengono notevolmente migliorate. La svolta definitiva nel campo della videocassetta viene operata però a partire dal 1982, quando Sony sviluppa il formato che sarà destinato a diventare il sistema analogico professionale di più largo uso della storia della videoregistrazione magnetica: il Betacam.

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U-matic

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Betacam SP

Con il nome Betacam si intende comunemente una famiglia di videocassette professionali che usano nastro magnetico in formato 1⁄2 di pollice con sistema di scansione elicoidale e con video a componenti (contrapposto al precedente e qualitativamente inferiore video composito). Il formato video a componenti, dando la possibilità di suddividere le informazioni video su più canali fisici, permette una nitidezza e una qualità d’immagine senza precedenti.

Così come per l’U-matic, anche per il Betacam viene realizzata una versione in alta qualità, il Betacam SP (Superior Performance) che grazie al significativo aumento della risoluzione e del rapporto segnale/rumore si confermerà come lo standard analogico più diffuso in ambito professionale, prima dell’avvento del digitale.

La Cineteca del Veneto dispone di tutte le strumentazioni necessarie per il trattamento e l’acquisizione di nastri magnetici video professionali, visita la nostra sezione Servizi per saperne di più. Tutti i servizi e tutte le lavorazioni sono realizzati in collaborazione con i laboratori di Running TV di Padova.