Digitalizzazione a cura di Cineteca del Veneto e di Running TV

Guarda in streaming: Vita di malga

Sorgente: Pellicola Super 8mm, colore, audio magnetico integrato.

Produzione: Italia – 1978. Materiale girato nella Provincia di Belluno a cura di Giorgio Primiceri.

Le mucche al pascolo e i lavori nella malga

Questo documentario racconta la vita di malga nella sua più sincera quotidianità e un modo di lavorare che spesso oggi non si conosce. Giorgio Primiceri con questa pellicola ha impressionato i volti dei contadini che hanno vissuto la vita di malga e che con gesti amorevoli ed esperti sono diventati oggi testimonianza di loro stessi. La narrazione didascalica del filmato accompagna lo spettatore nella poetica visione di una vita umile ma ricca:

“Prima di andare al pascolo le mucche vengono ferrate negli appositi travagli. L’operazione richiede abilità e destrezza, infatti la ferratura è indolore se il maniscalco è abile e la bestia è perfettamente immobilizzata.
Le mucche vengono fatte uscire al pascolo in modo che trovino erba abbondante, condizione necessaria perché producano molto latte e si mantengano grasse. Ognuna di esse ha un nome, ognuna di esse è fortemente legata al mandriano, geloso del suo lavoro cui attende con una cura e un orgoglio impensabili a chi non ha dimestichezza con quel piccolo mondo spesso solitario e sperduto che è la malga. In questi pascoli, che si trovano oltre il limite dei prati coltivati, il bestiame dimora da giugno a settembre. Con l’arrivo dell’autunno le mucche torneranno al piano e cesseranno i lavori nella malga.”

La lavorazione del latte: dalla mungitura al formaggio

“Le giornate di lavoro in malga cominciano molto presto. Appena in cielo rischiara si procede alla mungitura. Il momento è particolarmente solenne, tanto che le bestie sembrano avvertirlo: sono mansuete e tranquille, l’unica musica che si avverte è lo scendere del latte nei secchi. Dalla stalla il latte appena munto viene raccolto e portato nella malga. Dai recipienti dove il latte è stato fatto riposare per almeno 10 ore, si toglie la panna per fare il burro. Il latte così scremato, unito a quello della nuova mungitura, viene versato in un grosso paiolo. Si accende il fuoco e su di esso viene portato il recipiente pieno di latte. Il latte viene messo così a riscaldare sino alla temperatura di 28/29 gradi quindi si toglie dal fuoco e si versa il caglio, cioè il liquido apposito che ne permetterà la coagulazione. Il caglio si ottiene dallo stomaco di vitelli e capretti da latte, affumicato ed essiccato. Il paiolo viene coperto e il latte lasciato riposare per circa venti minuti. Successivamente il latte addensato viene smosso con un particolare attrezzo di legno al fine di evitare che il latte si raggrumi quindi sempre mescolando il paiolo viene rimesso sul fuoco e lo si lascia per circa mezz’ora. Raggiunta la temperatura di 60°, il paiolo viene allontanato dal fuoco e con l’ausilio di un panno di tela, il formaggio viene tolto e riposto in apposite fasce di legno che ne daranno la caratteristica forma. Si riporta il paiolo sul fuoco per ricavarne infine la ricotta.”

È possibile guardare l’intero contenuto sulla piattaforma streaming gratuita TecaTV (WebTV della Cineteca). Clicca sul pulsante qui vicino per guardare gratis l’intero filmato.