natale in bianco e nero

Il colore di un Natale in bianco e nero

Hanno il fascino del bianco e nero i Cinegiornali custoditi da Cineteca del Veneto. Un bianco e nero che si colora delle emozioni delle persone di quei lontani, ma forse non troppo, anni ‘60. Sono due i Cinegiornali che raccolgono memoria dei giorni di festa fra Natale e Capodanno presenti nella Cineteca del Veneto: nel Cinegiornale Obiettivo 99 si descrivono le allegre parate lungo le vie di una Roma festosa in cui i personaggi del Natale si incrociano con gli scenari dell’Antica Roma. E così Babbo Natale sale su una biga e, in una processione di cavalli e cammelli, passa le consegne alla Befana. Uno squarcio su un Natale con i colori un po’ da Carnevale, viva di un piglio un po’ da studi di Cinecittà che ci restituisce una metropoli in cui la gente sa divertirsi e scendere in piazza e in cui il set cinematografico, alla bisogna, scende fra le vie ed entra a far parte della quotidianità. 

Roma città di cinema ma anche di musei e di culto del cimelio e del passato:

È quello che viene fuori dall’Obiettivo 92 in cui si racconta di un evento a Palazzo Barberini, fra Mostra e Concorso, dedicato proprio a Natale e Capodanno: presepi, arredi natalizi ed opere d’arte a tema da 44 paesi da tutto il mondo per raccontare una festa antica e ispiratrice di popoli e culture anche molto differenti fra di loro. Anche qui il Cinegiornale ci offre uno spunto per l’analisi del costume del tempo: in anni di Guerra Fredda e di animali esotici, conosciuti ancora solo grazie a qualche libro e a molti innaturali zoo, le culture altre erano comunque di casa in una Città che, in quanto Capitale e in quanto Città Eterna era naturalmente cosmopolita e ospitava da sempre Ambasciate e Istituti di Cultura stranieri. 

Le feste dei migranti italiani

Vogliamo concludere con un Cinegiornale per nulla natalizio, almeno sulla carta (fu probabilmente girato nel corso di un’estate dei primi anni ‘60), ma che parla di ricongiungimento familiare e, siccome Natale un po’ per tutti significa proprio casa e famiglia, ci piace per quel mood un po’ alla Frank Capra che fa tanto full immertion nei film di Natale. Lo scenario è quello della pista di un aeroporto in cui atterrano, da qualche paese lontano (molto probabilmente gli Stati Uniti), migranti italiani di ritorno per le vacanze immortalati nel loro incontro con parenti vicini e lontani lasciati moltissimi anni addietro per fare fortuna lontano. Alcuni sono palesemente i nipoti, che mai hanno incontrato nonni e zii italiani. E sono bellissimi abiti vintage delle signore che approdano da oltre oceano che si abbracciano con gli abiti della festa di “rotondotte” lontane parenti dalle campagne di casa nostra. 

Splendide le parole del commentatore:

 “(Sono) Esuli volontari. Adesso quel benessere lo hanno raggiunto e sono tornati in una casa che non conoscono, fra i parenti che hanno visto sorridere soltanto dalle fotografie. Siamo penetrati nell’intimità di questi incontri e ce ne dispiaceva perché ci sentivamo veramente degli intrusi, eppure sulla pista di questo aeroporto, abbiamo voluto esserci anche noi, perché loro sono partiti e noi siamo rimasti ed essi hanno voluto ritornare perché sentivano che qualcuno sarebbe rimasto ad attenderli.

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