I film di famiglia come fonte storica

IL CINEMA AMATORIALE

Il cinema amatoriale include al suo interno diverse forme filmiche che nascono e si distinguono l’una dall’altra sulla base dell’intenzione del cineamatore, del luogo di ripresa, dei soggetti e del momento storico in cui vengono impressionati. 

Alcuni esempi di tipologie di cinema, connesse all’attività amatoriale, sono: il film di famiglia, il diario filmato, il cinema privato, il cinema sperimentale, l’home movies, il porno… Ognuno di questi esempi contiene caratteristiche diverse l’uno dall’altro e non sono sempre nette e chiare. Spesso le differenze tra le varie tipologie di cinema amatoriale sono sottili, complesse e talvolta non sono condivise da tutti gli studiosi. Avendo consapevolezza della complessità e vastità dei generi appartenenti al cinema amatoriale, ciascuno dei quali meriterebbe trattazioni approfondite, ho ritenuto opportuno in questa sede, occuparmi solo del film di famiglia approfondendo le caratteristiche di questo specifico genere e della sua importanza come fonte storica.

Ma Come è nato il film di famiglia?

I primi esempi di scrittura della memoria familiare attraverso le immagini in movimento nascono già a partire dai primi film di Auguste e Louis Lumière. Sperimentando le proprie apparecchiature, i due fratelli, volgono l’occhio della cinepresa a soggetti vicini, interessandosi della sfera del quotidiano. I primi film dei fratelli Lumière, ovvero i primi film della storia del cinema, partono dalle case, dai contesti familiari e hanno come soggetto di ripresa gli ambienti e le persone che vivevano il quotidiano. 

Repas de bébé 1895
Repas de bébé. Film del 1895. Auguste Lumière con la moglie che fanno colazione con il figlio neonato

La cinematografia come auto rappresentazione

Già a partire dagli anni Venti la fotografia viene vista come una pratica superata, mentre la cinematografia rappresenta quel dispositivo moderno in grado di cogliere anche il movimento. Inoltre, con l’introduzione sul mercato di cineprese e proiettori adatti alla cinematografia amatoriale, il cinema esce dalla grande sala ed entra nelle vite dei singoli individui. Iniziano così a concretizzarsi volontà di auto rappresentazione in forme di scrittura del reale attraverso l’utilizzo della cinepresa; la fotografia prima e il cinema dopo, sono stati gli strumenti che hanno permesso al singolo individuo di lasciare traccia di sé e del proprio vissuto.

Quali sono le caratteristiche del film di famiglia?

Nel delineare le caratteristiche principali del film di famiglia riprendo la definizione che lo studioso Roger Odin ci fornisce nel suo Le film de famille dans l’istitution familiale: “Per film di famiglia intendo un film (o un video) realizzato da un membro della famiglia, riguardante personaggi o avvenimenti legati in qualche modo alla storia di quella famiglia e ad uso privilegiato di quella famiglia”.

Discontinuità e registrazione a forma aperta

Il film di famiglia è concepito come una estensione della fotografia di ricordo, in cui gli elementi come la discontinuità, gli sguardi in camera e le pause, rendono la struttura del film una semplice evoluzione della fotografia di famiglia. 

Il cinema amatoriale, in questo caso, rappresenta un nuovo modo di documentare la vita vissuta, la sfera quotidiana e gli eventi privati. Dunque il film di famiglia descrive un tipo di registrazione filmica a forma aperta, non finita, priva di narrazione e poco strutturata. 

Mentre si guarda questo tipo di film non si può fare a meno di constatare la scarsa qualità delle riprese: le immagini sono spesso instabili, i soggetti mal inquadrati, ci sono interruzioni improvvise, etc. In realtà sono proprio queste figure stilistiche a essere considerate delle vere e proprie marche personali, utili per la loro ricorrenza, a muovere una prima analisi di queste forme testuali. 

La soggettività del cinedilettante

La creazione di un film di famiglia, e il suo specifico contenuto, sono legati alla figura del cinedilettante, alla classe sociale a cui appartiene, al suo background culturale, all’approccio che adotta nei confronti della macchina da presa e alla sua specifica intenzione di documentare gli avvenimenti familiari considerati più importanti. Il modo di raccontare non è mai sterile ma sempre motivato da passioni, sperimentazioni artistico – stilistiche dell’autore stesso. 

Seguono alcuni esempi di contenuti presenti nei film di famiglia. Il punto di vista è sempre di chi è dietro la macchina da presa:

IL FILM DI FAMIGLIA PUò ESSERE CONSIDERATO UNA FONTE STORICA?

Abbiamo visto prima come è nato e quali sono le caratteristiche principali che costituiscono il film di famiglia. Ora mi vorrei addentrare nel tema caldo di questo articolo: il film di famiglia come fonte storica.

Spesso i contenuti di questa tipologia filmica amatoriale, mostrano un modo di vita che è cambiato nel corso degli anni: usi e costumi che sono andati via via scomparendo o sono mutati in altri modi di vivere il quotidiano. Da un’inquadratura possono emergere elementi urbanistici, si evidenziano cambiamenti nel paesaggio, si possono rilevare costruzioni architettoniche, spazi urbani e come questi venivano vissuti ma anche il sistema dei trasporti pubblici e privati. in questo senso, i luoghi e le location rappresentano delle informazioni importanti e autentiche in quanto la loro ripresa testimonia i cambiamenti del paesaggio e l’urbanizzazione delle aree del paese.

Il film di famiglia come documento

Il film di famiglia riesce a dare voce e spazio a un tipo di storia minore e non ufficiale, ma non per questo meno importante dal punto di vista della fonte documentale. 
Possiamo quindi definire i film di famiglia come dei documenti che contengono e forniscono informazioni importanti sul modo di vivere delle famiglie, sulla loro mentalità, sui gusti e le sulle abitudini che riempivano la vita dei nostri nonni, bisnonni e parenti.

È proprio il riconoscimento del film di famiglia come contenitore di un’identità culturale a rendere fondamentale la sua tutela e valorizzazione.
Questi film hanno un valore affettivo e memoriale per chi li ha girati ma diventano fonte documentale e di studio per ricercatori, storici, sociologi, antropologi ma anche registi nel caso in cui si debbano informare su come erano le case, gli arredi e la moda di un dato periodo storico.

Manifestazione della Parrocchia di Prozzolo

La cineteca come contenitore di identità culturali

Vorrei concludere questo articolo parlando brevemente dell’impegno che la Cineteca del Veneto si assume nella salvaguardia di tutte le identità culturali che raccoglie nei suoi spazi archivistici. Ben conscia dell’importanza dei film amatoriali come fonte storica, si occupa della loro conservazione e digitalizzazione. Non per ultima in ordine di importanza, la Cineteca impegna parte delle sue risorse nella procedura di catalogazione di tutti i filmati, amatoriali e non, che le vengono affidati.

Della procedura di catalogazione parlerò ampiamente nei prossimi articoli. È proprio in questa fase che si raccolgono tutte le informazioni possibili dal maggior numero di fonti accessibili, al fine di valorizzare il contenuto del fondo filmico nella maniera più completa. Un buon sistema di catalogazione è in grado non solo di descrivere i documenti filmici, ma anche di documentare, correlare e rendere esplicite tutte le operazioni relative al loro trattamento e al loro possibile uso e riuso.

Fammi sapere cosa pensi dell'articolo. Contattami!

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